programmato da Ratinthewall alle ore 14:53
27/05/2004

Ed eccoci finalmente giunti al tanto atteso polpettone storico di cui si è già fatto accenno in qualche altra parte di questo blog (almeno nei commenti). Ne parlo quasi una settimana dopo averlo visto, per cui credo che il mio giudizio possa ormai ritenersi sereno e ponderato. E il giudizio è: "Troy" è una cagata pazzesca...

O.k., facciamo un distinguo: "Troy" è una cagata mostruosa se vi aspettate di andare a vedere qualcosa tratto dall'Iliade di Omero. Se invece volete vedere un film patinato con attori bellocci e costumi di carnevale (avete presente "Cleopatra" con Elizabeth Taylor e Richard Burton?) allora non è così male.

Comunque, per l'ilarità dei più, ecco alcune delle imprecisioni più macroscopiche e ridicole: la guerra di Troia dura 15 giorni!!! Non potevo trattenermi dall'iniziare con questa perché è davvero la più grossa... Va bene che il film è "liberamente tratto" dall'Iliade, ma come si fa? Di questi 15 giorni, 12 sono di tregua, quindi praticamente la guerra di Troia non è durata dieci anni come narra Omero, ma 3 giorni. Figata! Gli americani sono così: gli piacciono da morire (letteralmente) le guerre, ma vorrebbero che durassero al massimo un paio di settimane (vedi Bush in Iraq).

Ma andiamo avanti con le troiate... Cassandra non esiste, in compenso Briseide diventa una supereroina, fa innamorare Achille, uccide Agamennone (anche questa è grossa...) e dimostra una modermità di vedute forse difficile da immaginare nelle donne omeriche (e anche negli uomini, se è per questo). Achille diventa un bamboccio sensibile e tormentato dai sensi di colpa (Achille tormentato dai sensi di colpa? Ma quando mai?). Patroclo (inspiegabilmente, o forse no?) non è più l'amico del cuore (chi vuol intendere intenda) ma cugino del suddetto Achille... Gli Aiaci diventano uno solo, ma grosso, così fa per tutti e due. Ecc...

Non credo di aver colto tutte le minchiate, ma in fondo, al di là del divertimento intellettuale, sarebbe stupido pretendere coerenza da un film del genere. Peccato che tanti che non hanno mai letto l'Iliade penseranno che le cose stiano davvero così.

Giudizio: tavanata galattica (come diceva Ezio Greggio prima di rincoglionirsi definitivamente).

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directory : troy

programmato da Ratinthewall alle ore 18:35
21/05/2004

Forse chi legge questo blog inizierà a chiedersi se tutti i film che vado a vedere mi piacciono, visto che finora ho parlato bene di tutti... Ma grazie a "Dopo Mezzanotte" posso smentire quest'impressione. In questa pellicola ci sono tutti i difetti di cui parlavo nel commento a "Evilenko" a proposito del cinema italiano: sceneggiatura, attori, dialoghi, tutto.

L'unica nota positiva è la protagonista femminile (di cui non ricordo il nome né del personaggio né dell'attrice) che almeno una parte del prezzo del biglietto lo merita da sola. Mi chiedo solo se chi non è torinese e va a vedere questo film si faccia l'impressione che i torinesi siano tutti coglioni come il buon regista Ferrario (peraltro piemontese, e coglione, pure lui) vorrebbe lasciarci credere... Mah!

Giudizio: belle immagini di Torino, storia stucchevole ma soprattutto scontata, protagonista figa.

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directory : dopo mezzanotte

programmato da Ratinthewall alle ore 21:27
17/05/2004

Non ho visto il volume uno (o.k., so che devo vergognarmi), ma questo volume due mi ha fatto venire voglia di recuperare.

Non so il vostro parere su Tarantino, ma il mio dovrebbe essere buono: in fondo sia "Le iene" che "Pulp fiction" mi sono piaciuti molto (e anche se "Le iene" mi è piaciuto di più, "Pulp fiction" potrebbe essere il film simbolo degli anni '90), eppure continuo a essere un po' diffidente. Troppa ostentata cinefilia? Troppo popolare (nel senso di famoso, non di pop)?

Mah, comunque non sono andato a vedere il primo episodio della serie "Kill Bill" per tutta una serie di strane circostanze che ora non starò a spiegarvi, e adesso un po' me ne pento.

Questo secondo episodio, mi dicono, è molto meno violento e più "riflessivo" del primo... Qualcuno che li ha visti tutti e due sa darmi un consiglio? Grazie...

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programmato da Ratinthewall alle ore 11:27
11/05/2004

Io sono un pessimo narratore. Mi piacerebbe avere la forza di volontà di certuni che hanno le energie per realizzare grandi progetti, ma sono fondamentalmente pigro, e sebbene nella mia mente spesso io sogni di creare qualcosa di bello e duraturo, come ogni opera d'arte dovrebbe essere, mi perdo troppo facilmente d'animo. Stasera, leggendo la storia di Senofonte e della marcia dei diecimila, mi venivano in mente le immagini di un film che se ne potrebbe trarre, e mi dispiaceva di non avere alcun talento per farlo davvero.

La storia della marcia dei diecimila è narrata nell'Anabasi, e racconta della spedizione di un corpo di mercenari greci, guidati dallo stesso Senofonte, nel cuore della Persia. Questi uomini erano stati mandati dalle città-stato greche a sostenere il pretendente al trono Ciro il giovane, contro Artaserse, suo fratello maggiore. Se dovessi scrivere la sceneggiatura del film, inizierei con la battaglia di Cunaxa, dove i greci di Senofonte ebbero la meglio sulle truppe persiane, lanciando il loro grido di guerra "Zeus il portatore di vittoria", e Ciro fu ucciso mentre caricava la guardia del corpo di suo fratello proprio al momento della vittoria. Senofonte e i suoi non sapevano ancora che il loro comandante in capo era morto, così tornarono all'accampamento e lo trovarono saccheggiato. E il giorno dopo appresero che si trovavano senza ingaggio, circondati da truppe nemiche, a più di mille chilometri dal porto più vicino.

Le truppe di Artaserse sbarravano loro la strada, ma i greci avanzarono cantando il Peana, l'inno tradizionale alle divinità elleniche, incutendo il terrore nel cuore dei soldati persiani. Quando arrivarono a poche centinaia di metri dalle linee nemiche, i soldati di Senofonte lanciarono il grido di battaglia, e le donne che avevano portato con loro come amanti si unirono al grido, come scrive lo stesso Senofonte nell'Anabasi. Così sconfissero un esercito di varie volte superiore al loro e iniziarono una marcia lunghissima. Dovettero combattere contro i montanari dell'Asia Minore, e poi contro le truppe del satrapo Farnabazo, e come dice Senofonte, non combatterono per essere considerati eroi ma per portare a casa la pelle.

Erano infatti dei mercenari, e conoscevano molti stratagemmi, come l'uso di pelli di animale gonfiate per attraversare i fiumi, ma pretendevano di essere pagati per i loro servizi, e nel corso della marcia ci furono altrettanti vigliacchi e traditori che eroi. Senofonte usava tattiche non convenzionali, per esempio siccome gli opliti di Rodi erano anche molto esperti con le fionde decise di usarli come frombolieri, ma dal momento che il loro contratto non prevedeva tale mansione pretesero un pagamento extra.

Combatterono nelle pianure della Media e nelle aspre gole dell'Asia Minore, attraversarono Larissa e Nineveh, riciclando le frecce nemiche e tendendo imboscate agli inseguitori nei boschi e dietro ai fiumi, portando con sé donne e bambini, molti dei quali erano nati durante la spedizione e non avevano mai visto la Grecia. E dopo mesi, videro di fronte a loro le sponde del Mar Nero, molto più a est del punto da cui erano partiti, più a est persino della Paflagonia.

Le truppe del satrapo Farnabazo, lo stesso che quattro anni prima aveva fatto assassinare Alcibiade, dopo che questi era fuggito da Atene a Sparta, e poi era dovuto fuggire anche da Sparta per aver messo incinta la regina Timaea (ma questa è un'altra storia), li inseguivano da vicino e stavano per piombare sui mercenari greci ormai allo stremo delle forze. Fuggirono lungo la costa, quasi circondati dal nemico, mentre le truppe leggere continuavano a combattere in retroguardia e tendere imboscate alla cavalleria avversaria per impedirle di avvicinarsi, ma intorno a Senofonte gli uomini erano sempre di meno e il loro destino sembrava segnato.

Fu allora, davanti al porto di Trapezus, che gli ultimi greci, esausti ma mai sconfitti, si radunarono per l'estrema resistenza. E mentre le truppe persiane si preparavano per l'assalto finale, qualcuno degli opliti, uno spartano o un ateniese o un cittadino di Platea, probabilmente si voltò per ammirare un'ultima volta il mare da cui erano giunti, e vide uno spettacolo che per un istante lo lasciò senza fiato. Decine di vele bianche si stagliavano contro il blu scuro delle acque agitate. Vele di navi greche! Era la flotta spartana giunta inaspettatamente in loro soccorso.

Così, dopo vari mesi, innumerevoli battaglie e migliaia di chilometri di cammino, i superstiti della spedizione si imbarcarono sulle navi mandate loro da re Agesilao, quelle stesse navi e quello stesso re con cui sarebbero tornati cinque anni dopo a prendersi la loro rivincita. Ma questa è un'altra storia...

Bella trama per un film, vero? Mi piacerebbe avere l'intraprendenza e i mezzi per farne davvero qualcosa, sono sicuro che sarebbe molto più bella e epica di tanti film di guerra moderni come "Black Hawk Dawn" con gli americani buoni e i negri cattivi. Solo che i soldi per far ste cose ce li hanno gli americani, che giustamente si fanno i film che piacciono a loro, per cui anche se scrivessi la sceneggiatura, in Italia chi me la produrrebbe?

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programmato da Ratinthewall alle ore 15:44
05/05/2004

Ogni tanto credi proprio che il cinema ti abbia definitivamente deluso, e che le sale siano piene soltanto di filmoni americani e filmetti italiani, poi salta fuori una pellicola come questa a riconciliarti con il tuo vizio preferito.

La cosa più lusinghiera che posso dire di "Evilenko" è che non sembra un film italiano. E neppure uno americano. Si parla della caccia a un serial killer. Più sanguinario, e molto più spaventoso, di un qualsiasi Hannibal Lecter. Perché questo è vero. Fra il 1984 e il 1992 ha ucciso più di cinquanta persone, soprattutto bambini, in molte città dell'(ex) Unione Sovietica. Potete immaginare come avrebbe trattato l'argomento un regista americano? Inseguimenti, truculenti banchetti a base di carne umana, sparatorie, suspence portata al parossismo. Se è questo che vi interessa potete sempre andare a vedere l'ultimo di Angelina Jolie (che comunque merita...).

Qui siamo in altri paraggi. Più dalle parti di Truffaut o di una certa scuola registica ormai dimenticata che fa del rigore e dell'eleganza stilistica la sua arma principale. E' un film italiano, dicevo, che non sembra italiano. Perché le battute sono impeccabili, gli attori (a cominciare da Malcolm McDowell) perfetti, manca l'ansia di piacere che ormai corrode il nostro cinema dai tempi de "L'ultimo bacio" e che fa sì che anche le storie più vere suonino false (qualcuno ha visto schifezze come "Santa Maradona", "Che ne sarà di noi", "Andata e ritorno" e potrei andare avanti a citare per varie righe).

Parlando di serial killer, e di cinema italiano, è impossibile non fare il paragone con un altro film uscito nelle sale di recente, "Il siero della vanità". L'idea di base è molto azzeccata; il vero mostro una volta tanto non è il criminale ma le vittime(scusate lo spoiler, se non l'avete ancora visto). Eppure tutto viene proposto in maniera approssimativa: guardano il film si vede una parodia della realtà, non la realtà. I personaggi che dovrebbero rappresentare volti noti del teleschermo sono innocue macchiette, anche perché gli attori (i "soliti noti") hanno il solito difetto di tutti gli attori affermati italiani: recitano se stessi, non il personaggio. Non certo aiutati da dialoghi improbabili e a volte realmente irritanti.

Ecco perché "Evilenko" non sembra un film italiano, e neppure uno americano, ed ecco perché questo per me è il miglior complimento che si possa fare a un film.

Giudizio: da vedere!

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directory : evilenko

programmato da Ratinthewall alle ore 15:12
05/05/2004

Ciao, dovrei dire qualche parola di presentazione, giusto? Non ho mai fatto (creato, o come diavolo si dirà in gergo "blogghese") un blog, quindi non ho idea di cosa preveda l'etichetta... Ringraziamenti a tutti quelli che avranno la pazienza di leggere le mie farneticazioni-divagazioni, immagino.

L'idea di base che mi ha spinto a scrivere queste righe mi pare un po' presuntuosa, ma tant'è. Fornire qualche consiglio e condividere le mie impressioni su film che ho amato o odiato, e soprattutto tenere un diario di tutti i film che vedo e che di solito dopo qualche mese, o settimana, finiscono nel dimenticatoio. Essenzialmente sono troppo pigro per scrivere un vero diario, quindi questa mi pareva una buona alternativa (o.k., voi direte che questo è un diario, ma faccio meno fatica a pigiar tasti che a scriver lettere, chissà perché... Analfabetismo di ritorno, immagino).

Presuntuosa perché presuppone l'idea che a qualcuno gliene freghi qualcosa, e perché ho rubato il nome del blog da uno dei libri sul cinema più belli mai scritti, ma, come dicevo sopra, tant'è. Comunque sia, silenzio in sala, e buona visione a tutti. :-)

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